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Funzionalità e tipologie dei raccordi a croce

I raccordi a croce sono una tipologia di raccordo filettato femmina che assume importanza quando si vogliono collegare tre derivazioni ad un'unica sorgente all'interno di un impianto idrico.

13 luglio 2022
Il componente è costituito da quattro attacchi identici, posti a croce, con un angolo di 90° tra l’uno e l’altro. La conformazione particolare di questo tipo di attacchi li rende molto importanti per un impianto, andando a risolvere numerose problematiche di installazione che si possono trovare in fase di progettazione e montaggio. Un aspetto che può risultare importante è la possibilità di ampliare ed estendere gli impianti già presenti mediante l’utilizzo di questi particolari raccordi.


Le tipologie di raccordi a croce del catalogo di Intertubi

Entrando nel catalogo di Intertubi, nella sezione dei raccordi filettati, è possibile trovare i raccordi a croce sia per quanto riguarda la normativa americana, ovvero la B16.11, sia per la normativa europea, ovvero la ISO-4144 e la EN-10241.  

1. La normativa B16.11

Per quanto riguarda la normativa americana, che è suddivisa su due famiglie (3000 lbs e 6000 lbs), i parametri fondamentali sono:
- Diametro nominale: rappresenta il diametro nominale esterno del tubo che si collega all’attacco. Esso può variare da ¼” fino a 4”;
- H: rappresenta il diametro nominale esterno di ciascun attacco. Può variare da 25 a 152 mm;
- A: rappresenta la distanza tra l’asse di un attacco e il piano di accoppiamento di un attacco adiacente (ruotato di 90°);
- G: rappresenta lo spessore delle pareti.
La filettatura è conica ed è realizzata in conformità alla normativa B1.20.1. Tale filettatura, chiamata NPT (ovvero “National Pipe Thread”), garantisce una tenuta efficace grazie all’accoppiamento tra femmina conica e maschio conico. Rispetto alla filettatura gas si ha che l’angolo alla cresta del filetto è di 60° (non più di 55°) e il passo risulta essere più grosso, riducendo il numero di filetti per unità di misura considerata (solitamente il pollice).


2. La normativa ISO-4144

Per quanto riguarda la normativa europea, sono presenti due varianti. Infatti, sono disponibili attacchi caratterizzati da spessori più robusti, pur sopportando la stessa pressione nominale. Questi sono definiti dalla normativa EN-10241. I parametri, che sono gli stessi sia per la versione pesante che per quella standard, sono:
- Diametro nominale: è il diametro nominale esterno del tubo che si collega all’attacco e varia da 1/8” a 4” per entrambe le versioni disponibili;
- Φ1: diametro esterno dell’attacco che varia da 13,7 a 123 mm per la versione standard e da 18,5 a 84 mm per la versione pesante;
- L: distanza tra l’asse di un attacco e il piano di collegamento dell’attacco adiacente (ruotato di 90°);
- SP/THK: è lo spessore delle pareti. Si nota che per la versione pesante i valori sono molto più elevati che per la versione standard (anche se, come detto in precedenza, la pressione nominale effettivamente sopportabile risulta essere la medesima).


Produzione e utilizzo dei raccordi a croce

I raccordi a croce, a prescindere dalla normativa di riferimento seguita per la progettazione e la costruzione, costituiscono dei componenti di notevole importanza all’interno degli impianti, che richiedono grande attenzione nell’iter che va dal materiale grezzo al prodotto finito.

Fasi fondamentali di questo processo sono
- ricerca e sviluppo nell’ambito: essendo componenti noti e diffusi, esistono numerosi casi pratici di utilizzo ed ottimizzazione. Capire lo stato dell’arte e valutare implementazioni successive non è solo buona norma ma è anche una necessità pratica;
- scelta del materiale: data l’applicazione, gli acciai inossidabile rappresentano il materiale maggiormente utilizzato, abbinando proprietà di resistenza alla corrosione a proprietà meccaniche rilevanti;
- progettazione: prestare attenzione alle tolleranze dimensionali e di forma, oltre che alle norme connesse, consente di creare raccordi a croce di notevole qualità;
- produzione: il processo produttivo deve essere certificato garantendo ripetibilità e riducendo al minimo gli scarti;
- messi in opera e manutenzione: come sempre quando si parla di queste tipologie di componenti, la corretta installazione e la manutenzione attenta svolta successivamente garantiscono l’allungamento della vita utile del componente portando vantaggi sia dal punto di vista della sicurezza che dal punto di vista economico.

Per ottenere raccordi a croce conformi e resistenti è necessario che tutte queste fasi siano svolte in modo accurato: infatti, la mancanza di un solo step può compromettere tutti gli altri.

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